RETTIFILO - Parte 2a
Ormai l'unica cosa che posso fare è tenere giù il piede destro e le mani bloccate sul volante. Un puntino si disegna sul parabrezza ma in un battito di ciglia diventa una Carrera che fuma vistosamente dal motore. Evidentemente ha rotto qualcosa.
Il pensiero dell'olio sparso sulla pista mi arriva come un'onda sismica. Alzare il piede dal gas no, non se ne parla! Passo la Carrera e mi ritrovo alla leggera curva a destra in discesa.
Il contagiri ha quasi finito i numeri e la pressione delle turbine è fuori scala. Arrivo al cartello stradale che prendo come riferimento. Mollo il gas e freno con decisione ma senza tirare il pestone.
La vettura passa dai 370 orari (indicati da un tachimetro che balla come la lancetta di un sismografo) a circa 80. La decellerazione è assurda, la vista di annebbia, ma cerco di rimanere concentrato per affrontare la Mulsanne. Scalo tutte le marce fino alla prima (bella lunga) e giro il volante fino alla fine. Percorro la curva cercando di raddrizzare il volante il prima possibile per poter spalancare il gas. Nella foga però non mi accorgo che ho stretto troppo e monto sul cordolo interno nel momento in cui accellero. Le povere gomme posteriori non ce la fanno a trattenere la spinta del motore e in momento mi trovo a sbattare contro il limitatore mentre la coda inizia a disegnare bei virgoloni sull'asfalto e il sottoscritto si ritrova con un volante impazzito tra le mani. Alleggerisco il pedale e riesco a riprendere aderenza. Seconda e via verso la Indianapolis. Intanto una muta di Carrera è uscita dalla Mulsannes in piena caccia. E questo rende il tutto ancora più entusiasmante.
(continua...)
Il pensiero dell'olio sparso sulla pista mi arriva come un'onda sismica. Alzare il piede dal gas no, non se ne parla! Passo la Carrera e mi ritrovo alla leggera curva a destra in discesa.
Il contagiri ha quasi finito i numeri e la pressione delle turbine è fuori scala. Arrivo al cartello stradale che prendo come riferimento. Mollo il gas e freno con decisione ma senza tirare il pestone.
La vettura passa dai 370 orari (indicati da un tachimetro che balla come la lancetta di un sismografo) a circa 80. La decellerazione è assurda, la vista di annebbia, ma cerco di rimanere concentrato per affrontare la Mulsanne. Scalo tutte le marce fino alla prima (bella lunga) e giro il volante fino alla fine. Percorro la curva cercando di raddrizzare il volante il prima possibile per poter spalancare il gas. Nella foga però non mi accorgo che ho stretto troppo e monto sul cordolo interno nel momento in cui accellero. Le povere gomme posteriori non ce la fanno a trattenere la spinta del motore e in momento mi trovo a sbattare contro il limitatore mentre la coda inizia a disegnare bei virgoloni sull'asfalto e il sottoscritto si ritrova con un volante impazzito tra le mani. Alleggerisco il pedale e riesco a riprendere aderenza. Seconda e via verso la Indianapolis. Intanto una muta di Carrera è uscita dalla Mulsannes in piena caccia. E questo rende il tutto ancora più entusiasmante.
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